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Libri in viaggio

Libri in viaggio (25)

Il mio voto è: 7½

 

 

Leggere questo romanzone è come essere già al mare e, grazie alla trama avvincente e ad uno stile scorrevole, è, secondo me, il perfetto libro da ombrellone.

Il mio voto è: 9

 

 

L’autore del libro di cui vi parlo oggi, 27 gennaio Giornata della Memoria, è un vero artista: realizza pregiate opere di porcellana, coppe e vasi che espone in tutto il mondo, è un apprezzato curatore di mostre e scrive libri di una profondità e sensibilità uniche. Il primo dei due suoi memoir, “Un’eredità di avorio e ambra” che avevo letto anni fa quand’era appena uscito nel 2011, e di cui vi raccomando la lettura, racconta il viaggio nel tempo e nei luoghi di una antica collezione di netsuke, piccole, a volte minuscole, sculture giapponesi realizzate con pazienza e dedizione in avorio o in legno, ricevute dallo scrittore in eredità in quanto discendente della ricchissima famiglia Ephrussi, importanti banchieri e mercanti dell’Ottocento di cui l’autore narra le sorti e il destino nel libro citato. “Non so più se questo libro parli della mia famiglia, della memoria, di me o se sia ancora un libro su certi oggettini giapponesi”. Ora è in edizione economica, non perdetelo!

In questo nuovo, piccolo capolavoro, de Waal ci racconta un’altra storia, quella tristissima della famiglia Camondo, cugini degli Ephrussi e dunque imparentati con lo scrittore da parte di madre, come raccontato nel libro precedente. Lo scrittore scrive un altro memoir dunque, un ulteriore indagine nelle vicende del suo passato, ma che riguarda tutti noi perché racconta di arte, di storia del Novecento, di mecenatismo e patriottismo, di orrore ma soprattutto di amore.

Il mio voto è: 7½

 

Appassionata di libri come sono, non poteva mancare, durante le mie gite parigine, la visita ad una delle librerie più iconiche della capitale francese, la Shakesperare & Co, un luogo imperdibile per chi, come me, ama circondarsi di libri.

Il mio voto è: 9

 

 

Il volume della Ippocampo, da poco pubblicato, e che ho “scoperto” grazie alla mia nuova passione, Parigi, è una meraviglia! È uno di quei libri che non si smetterebbe mai di sfogliare, con splendide foto, disegni deliziosi, grafiche incantevoli!

Il mio voto è: 8

 

Leggere e il potere dell’immaginazione ci permettono, come ripeto spesso, di viaggiare per il mondo e di ampliare le nostre conoscenze, anche se fisicamente non ci spostiamo dal divano di casa. Per mia fortuna, ho da qualche mese l’opportunità (e la scusa) di andare saltuariamente a Parigi: mio figlio vi ci si è trasferito e sono felice di andare a trovarlo! Va da sé che la mia mente sia spesso rivolta alla capitale francese e, girovagando in libreria, mi ritrovo più a lungo del solito nella sezione dedicata ai Viaggi. Ho scoperto che l’editore Giulio Perrone ha una collana intitolata Passaggi di Dogana, che comprende una raccolta di testi che potremmo definire “guide letterarie”, libri cioè che raccontano di un posto, di una città, di un paese attraverso le parole, le descrizioni di grandi autori. Mi piace definirli libri in viaggio, come la categoria di Passione per i libri. Tra le città proposte nella collana, c’è Parigi, con il bel volume di cui vi parlo qui.

Il mio voto è: 8

 

Come sapete, Passione per i libri ha una sezione che si intitola Libri in viaggio, perché credo che leggere sia viaggiare e perché sono convinta che un buon libro riesca sempre a trasportarci altrove, a farci conoscere posti nuovi, a descriverci mondi diversi. Ecco perché avevo acquistato, appena uscito, il romanzo d’esordio di Washburn (perfino consigliato da Barack Obama): parla delle Hawaii, dove vorrei tanto andare. Ne scrivo solo ora, ma l’ho letto al mare, durante le vacanze, mi sembrava il posto ideale per riuscire ad apprezzarlo appieno.

Il mio voto è: 8 +

 

In questo periodo, bloccati dalla pandemia, viaggiare, soprattutto per piacere, è quasi impossibile. Per esplorare mondi nuovi, quindi, non ci restano che i libri, perché si sa, leggere è viaggiare, basta solo un po’ d’immaginazione e un pizzico di fantasia. Il libro di Stefánsson che ho appena finito riesce, almeno in parte, ad appagare il mio desiderio di partire per luoghi lontani dopo mesi chiusa in casa, soddisfa la voglia che ho di spaziare con lo sguardo su terre nuove, a me sconosciute, devo solo concentrarmi un po’.

Il mio voto è: 8

 

E’ stato un recente articolo di Tuttolibri (La Stampa) firmato da Beatrice Masini (scrittrice, traduttrice) a convincermi a leggere, appena pubblicata, l’opera prima di un giovane autore americano. Bompiani l’ha proposto come lettura condivisa del suo BookClub, moderato proprio da Beatrice Masini; peccato non abbia potuto partecipare.

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