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Lunedì, 13 Giugno 2022 13:46

CHE RAZZA DI LIBRO!, Jason Mott, NnEditore

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Come si fa a resistere ad un titolo così? Ha subito colpito la mia attenzione e ho immediatamente cercato di capire di che cosa si trattasse. L’ho letto in un amen ed è un romanzo bellissimo (all’altezza del titolo!), che illustra in maniera davvero molto singolare uno dei temi più scottanti di sempre: la questione razziale e in particolare del razzismo in America, ponendosi in scia ai tanti romanzi che da anni invitano a riflettere su questo importante tema. Grazie ad un tocco surreale, il romanzo è originale, un po’ bizzarro, divertente, davvero godibilissimo, nonostante lo spinoso argomento. Molto ben commentato da critica e pubblico, è stato vincitore del National Book Award 2021.

A vicende alterne e strettamente intrecciate, racconta di un giovane scrittore in tour promozionale negli Stati Uniti per presentare il suo romanzo, Che razza di libro! appunto, di un bambino soprannominato Nerofumo per il colore particolarmente scuro della sua pelle e di Ragazzino, un altro giovane personaggio, la quota surreale e fantastica del racconto, che ogni tanto fa la sua apparizione. Mentre lo scrittore vaga da una città all’altra, da una libreria all’altra, spesso in preda all’alcol e alla stanchezza, depresso e sfiduciato perché si rende contro di non essere all’altezza del suo compito, un tremendo fatto di cronaca scuote il suo e il nostro cuore: l’ennesimo abuso di potere della Polizia contro un povero bambino (nero) indifeso. I tre protagonisti si alternano, non si sa chi sia chi, in questo continuo gioco di scambio di ruoli. Ma una cosa è certa: il compito dello scrittore, reale o fittizio, deve essere quello di cercare la verità, essere testimone e denunciare le brutture e le ingiustizie di una società sempre più arrabbiata ed esasperata dalla violenza gratuita. Per salvarsi, non basta infatti imparare fin da piccoli ad essere Invisibili o Non visibili, come insegnano i genitori del libro, né essere educati e rispettosi e parlare in modo corretto: essere neri in America può essere tutt’oggi molto pericoloso e il bel romanzo di Jason Mott non fa altro che ribadirlo. Non è un romanzo tradizionale, le storie e i personaggi si mescolano di continuo, confondendosi e confondendoci. L’espediente della malattia che affligge lo scrittore, che spesso si perde nella sua immaginazione, alla lunga mi ha un po’ annoiato ma, ripensandoci, è così che l’autore vuole dimostrarci che non stiamo davvero guardando, ci illudiamo di vedere cose non vere, perdendo il senso della realtà che è invece, a volte, davvero drammatica.

Bruce Springsteen già nel 2001 aveva pubblicato la splendida American Skin (41 shots) dove denunciava l’omicidio di un ragazzino ucciso solo perché aveva tentato di prendere dalla tasca il portafogli scambiato per un’arma da un poliziotto irresponsabile: mi pare che la situazione, da allora, non sia per nulla migliorata….

Letto 205 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Giugno 2022 13:57

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